L’insalata di riso è un piatto tipico dell’estate e ormai diffuso in tutto il mondo.

Ne esistono diverse varianti, influenzate dalle culture in cui il piatto viene preparato.

Quando è nata l’insalata di riso?

È difficile dare una data precisa alla nascita di questa fortunata ricetta.

È probabile però il re dei piatti estivi sia nato in Oriente, nell’antica Cina, dove il riso era ed è tuttora l’alimento di base per eccellenza, consumato anche freddo e accompagnato con verdure, pesce e carne.

Una delle prime ricette codificate di insalata di riso italiana è un antico riso freddo descritto nel trattato di cucina di un Anonimo padovano (probabilmente il cuoco dell’Arcivescovo di Padova), che si stima redatto attorno al 1500.
L’antica ricetta prevede un piatto freddo a base di riso, che viene cotto prima nel brodo e poi nel latte come si usava cuocere i cereali nel passato.

Infinite varianti

In questo piatto convengono tradizioni arabe, spagnole e dell’antica Roma.
Ci basti, infatti, pensare alle svariate insalate di bulgur, di cous cous, di orzo e di grano.
Non esiste, quindi, una ricetta unica. Anzi, il bello di questo piatto è che ci si può sbizzarrire per renderlo creativo e unico, arricchendolo degli ingredienti che si preferiscono.

Esistono varianti con riso integrale o semilavorato, con tonno o senza, con le verdure, con i frutti di mare, con la frutta fresca o quella secca, con l’aggiunta di maionese o di yogurt.

Ciò che è fondamentale, è che i chicchi di riso, dopo la cottura, rimangano ben separati e quindi non si incollino tra loro.
Per questa ragione uno dei risi consigliati per la preparazione del piatto è il riso Carnaroli: i suoi chicchi corposi non si incollano, ma riescono a impregnarsi di tutti i sapori del condimento.

Soprattutto negli ultimi anni, ha preso piede l’insalata di riso integrale e semilavorato, che permette di ottenere un piatto più leggero, più ricco di sostanze nutrienti e fibre.

Per la tua insalata di riso: